Allergia al polline

 

Cos’è l’allergia da polline

 
 
La allergia da polline è una delle allergie più frequenti. Negli individui predisposti, l’esposizione al polline provoca congiuntivite, rinite con possibili crisi parossistiche e asma, con possibili compromissioni delle proprie funzionalità respiratorie. Un’altra complicanza di una rinite allergica mal curata è l’insorgenza di poliposi nasale. In questo caso, il paziente deve sottoporsi a un intervento chirurgico di asportazione dei polipi

Il calendario delle allergie da polline

 

 

Nel nord Italia sono stati redatti calendari relativi ai periodi di impollinazione. La maggior parte degli alberi (betulle, noccioli, oleacee) fioriscono da gennaio ad aprile. Le graminacee (l’erba dei prati, il grano, il mais, l’avena ecc.) da aprile a luglio. Le artemisie e le ambrosie da luglio ad ottobre. La parietaria (urticacee) da maggio a settembre. La conoscenza della stagionalità di una determinata fioritura messa in rapporto con la durata dei sintomi, permette di orientarsi nella diagnosi.

Test allergometrici

 

 

Ovviamente la parola definitiva spetta ai test allergometrici (prick test), che in un quarto d’ora sveleranno a quali pollini il paziente è allergico. Ricordiamo che l’allergia respiratoria è sostenuta non solo dai vari pollini, ma anche dagli acari, responsabili della classica sensibilità alla polvere di casa. Dai derivati epidermici (pelo di gatto, cane, cavallo, criceto ecc.) e da numerose muffe (alternaria, cladosporium, aspergilli, penicilli ecc.). Giunti alla diagnosi tramite i prick test, che si effettuano sul braccio, è necessario sottoporre il paziente alla terapia iposensibilizzante (vaccinazione). Per le allergie respiratorie esiste oggi la possibilità di effettuare un vaccino comodissimo, somministrabile per via intradermica, mediante due sedute all’anno.